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Riscaldamento a biomasse, i numeri di un sistema virtuoso

Riscaldamento a biomasse, i numeri di un sistema virtuoso

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In vista di Progetto Fuoco (4-7 maggio Verona) sveliamo numeri e falsi miti di un settore moderno e dinamico, perfettamente inserito in un contesto di economia circolare.

 

La recente impennata del prezzo del gas in bolletta ha reso evidente che una reale transizione energetica ha il dovere di essere sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico. L’unico modo per contrastare i preoccupanti fenomeni di povertà energetica che interessano famiglie ed aziende è abbandonare le fonti fossili promuovendo tutte le energie rinnovabili, sia quelle più moderne, ma anche le più antiche e mature, come i biocombustibili legnosi. Al centro di Progetto Fuoco, che si terrà a Verona dal 4 al 7 maggio prossimi, ci saranno proprio le tecnologie di ultima generazione e più innovative che vanno in questa direzione, dalle stufe ai caminetti passando per caldaie, barbecue e cucine a legna e pellet. Inoltre si svolgerà la seconda edizione di Progetto Bosco, l’area tematica di Progetto Fuoco dedicata alla meccanizzazione forestale, che si svilupperà su uno spazio esterno di 5.000 mq.

 

Con oltre 800 espositori, 7 padiglioni e 65 mila visitatori attesi dei quali il 35% esteri, Progetto Fuoco è il più importante appuntamento al mondo dedicato al settore del riscaldamento e della produzione di energia attraverso la combustione della legna. In occasione della giornata inaugurale di Progetto Fuoco, l’Associazione Italiana Centri Giardinaggio organizza in collaborazione con Piemmeti un workshop pomeridiano nel quale è prevista la presenza dei titolari/responsabili acquisti dei più importanti Centri Garden italiani. Un’occasione imperdibile per le aziende italiane del giardinaggio e del mondo outdoor per entrare in contatto con i più importanti produttori internazionali di cucine, barbecue e di sistemi di cottura all’aperto. Saranno presenti anche i maggiori produttori importatori di pellet, legna da ardere e carbonella.

 

Di tutto questo abbiamo parlato con Raul Barbieri, Direttore di Piemmeti, società che organizza l’evento.

 

Quali sono i numeri della filiera legno-energia in Italia?
Le imprese coinvolte nella filiera “dal bosco al camino” sono circa 14.000, per un fatturato complessivo di oltre 4 miliardi di euro. Oltre 72.000 sono gli impiegati del settore, di cui 43.000 diretti e 29.000 legati all’indotto secondo i dati ufficiali di AIEL. Ma ancora più significativa è la ricaduta occupazionale della produzione di biocombustibili legnosi che è 7 volte superiore rispetto a quella della produzione di petrolio (Fonte: ÖBV, 2015). In Italia si consumano oltre 12 milioni di tonnellate di legna da ardere, poco meno di 3,2 milioni di tonnellate di pellet e 1,4 mln di tonnellate di cippato. Purtroppo molto materiale è importato dall’Austria o da altri paesi dell’est.

 

Qual è la situazione delle foreste italiane e le prospettive rispetto all’utilizzazione energetica?
La superficie forestale italiana pari a 10,9 milioni di ettari e occupa quasi un terzo del totale della superficie nazionale, è più che raddoppiata in mezzo secolo e dal 2005 al 2015 l’aumento è stato di quasi il 5%. Si taglia annualmente poco più del 18% di quanto il bosco cresce, valore di molto inferiore rispetto alla media dell’Europa meridionale che si attesta intorno al 65%. Questo significa che i boschi italiani sono generalmente sottoutilizzati, 1 ettaro di bosco gestito genera in 300 anni un risparmio di CO2 10 volte maggiore del risparmio conseguibile da una foresta “abbandonata”, grazie al suo uso come materiale da costruzione e come biocombustibile.
Per questo le foreste italiane sono assolutamente insufficienti a soddisfare la domanda interna sia per la dimensione della foresta-Italia che per la qualità della gestione in specie dell’immenso patrimonio demaniale (circa il 40% della superficie) ormai scarsamente utilizzato a fini produttivi. Invece ci sarebbero importanti prospettive recuperando una corretta gestione selvicolturale che ne permetterebbe l’utilizzazione dei prodotti, la tutela del territorio e del paesaggio in modo dinamico: il bosco non è imbalsamato e come tutti gli esseri viventi ha un proprio ciclo di vita che l’uomo applicando le conoscenze selvicolturali può gestire al meglio e rendere pienamente sostenibile.

 

I detrattori delle biomasse ritengono che la loro combustione produca un eccesso di polveri sottili. Come risponde?
Dal 2010 al 2018 il parco installato ha visto crescere il numero di generatori a pellet (il 75%) e diminuire il numero di generatori a legna da ardere. In termini di rendimento possiamo affermare che con moderni impianti pellet si raggiunge il 95% ed a legna da ardere oltre l’80% di gran lunga più efficienti delle stufe che raggiungevano a malapena il 50%. In merito alla qualità dell’aria la rivista Altroconsumo ha effettuato prove di laboratorio indipendenti su apparecchi a legna e pellet a 4 stelle con cicli di funzionamento reale, incluso accensione e spegnimento, dimostrando come le emissioni di polveri da parte dei generatori a legna e pellet si riducono da 4 a 8 volte rispetto ai fattori di emissione utilizzati dall’inventario ufficiale Inemar, ovvero i livelli di emissione medi del parco installato.
Per ogni megawattora di energia primaria prodotta, il gasolio emette in atmosfera 326 kg di CO2 equivalente, il GPL 270 kg di CO2 equivalente, il metano 250 kg di CO2 equivalente, il pellet solo 29 kg di CO2 equivalente, la legna da ardere 25 kg di CO2 equivalente. Sono dati inequivocabili oltre al fatto che per produrre la legna normalmente si stocca CO2 e quindi siamo nel pieno dell’economia circolare.
Infine vorrei sottolineare come ormai molte foreste sono certificate FSC o PEFC garantendo la piena sostenibilità del processo produttivo. Quindi in conclusione vorrei dire che utilizzare le biomasse in modo intelligente contribuisce all’abbattimento delle emissioni e alla manutenzione del patrimonio boschivo e, allo stesso tempo, genera un indotto occupazionale rilevante per il sistema Paese.
Insomma siamo di fronte ad un settore strategico e che può veramente costruire un un’economia circolare se non dobbiamo andare a comprare la materia prima ad un’infinità di chilometri di distanza dal luogo di consumo e quindi possiamo veramente pensare a modelli energetici innovativi che valorizzino le risorse dei territori e minimizzino l’impatto ecologico. Peraltro sia nella filiera forestale che in quella della produzione impiantistica siamo di fronte ad aziende di piccole dimensioni fortemente legate al territorio e con spiccata propensione all’innovazione.

Su www.progettofuoco.com, informazioni per raggiungere Verona Fiere, programma convegni, elenco espositori, biglietteria. I buyer della distribuzione possono richiedere un voucher gratuito scrivendo a g.panazzolo@piemmetispa.com.