Home Produzione Sacar, pioniere del packaging compostabile per minuteria e ferramenta
Sacar, pioniere del packaging compostabile per minuteria e ferramenta

Sacar, pioniere del packaging compostabile per minuteria e ferramenta

170
0

L’azienda è protagonista di una rivoluzione green nel fai da te proponendo packaging compostabili realizzati in bioplastica per la maggior parte dei suoi articoli: minuteria, ferramenta e componenti d’arredo.

 

Da sempre sostenitrice dei valori di eco-compatibilità, Sacar ha lanciato una novità assoluta nel settore del fai da te: il packaging compostabile per minuteria e ferramenta. Per approfondire questa rivoluzione green abbiamo intervistato Marco D’Adda, responsabile commerciale e ricerca&sviluppo Sacar.

 

Come affronta Sacar la questione green a livello aziendale?
L’impegno ambientale di Sacar è un investimento a lungo termine. Nel 2010 abbiamo inaugurato la nuova sede progettata in funzione del minor impatto ambientale: dai pannelli solari, fino a luci led e serramenti atti a non disperdere il calore. Attualmente produciamo il doppio di energia rispetto al nostro fabbisogno. Abbiamo anche automatizzato completamente il magazzino e anche questo si traduce in un risparmio energetico.

 

Cosa vi ha portati a investire nel packaging, prima nel PET e adesso nel PLA?
Sacar vanta 50 anni di esperienza nel mondo del fai da te e già trent’anni fa, quando il tema della sostenibilità non era di tendenza, mio padre, Umberto D’Adda, si era concentrato pionieristicamente nella ricerca di materiali ecocompatibili per il confezionamento di ferramenta. In un periodo in cui la pratica comune era utilizzare il PVC aveva preferito puntare sul PET, che garantiva una migliore riciclabilità. Una scelta non senza difficoltà, essendo un materiale più ostico da lavorare e accoppiare, guidata da una coscienza ambientale. Proseguendo in quest’ottica, abbiamo cercato nuovi materiali adatti al nostro scopo: la scelta è caduta sul PLA, acido polilattico, un materiale totalmente compostabile ottenuto dalla trasformazione degli zuccheri presenti in mais, barbabietola e altri materiali naturali.

 

Questo determina anche investimenti elevati…
Siamo un po’ svantaggiati dal fatto che siamo pionieri: iniziare a utilizzare certi materiali comporta costi elevati, non essendo utilizzati in larga scala, oltre che problemi nella lavorazione, non avendo esperienza pregressa. Crediamo però di dover far qualcosa dal punto di vista ambientale e oggi questa propensione alla sostenibilità rappresenta un vero e proprio pilastro dell’identità dell’azienda.

 

A gennaio sarà obbligatorio riportare in etichetta le informazioni ambientali degli imballaggi. Voi cosa ne pensate? E utilizzate sistemi digitali?
La reputiamo una scelta importante, già da inizio anno abbiamo apposto sulle etichette tali informazioni. Sotto l’aspetto della digitalizzazione, abbiamo optato per l’etichettatura in Rfid per alcuni prodotti, tra cui le maniglie. Quando il cliente prende in mano l’articolo, un’antenna rileva il prodotto e gli propone una serie di contenuti su un monitor: video di montaggio, scheda tecnica, ecc. Questa tecnologia ci permette, inoltre, di identificare in quale negozio è stato scansionato e di monitorare le tendenze o l’interesse verso determinati articoli, oltre che di fare inventari automatici senza necessità di conteggio manuale.

 

La distribuzione brico si dimostra attenta ai contenuti di sostenibilità dei prodotti?
Sì, devo dire che l’attenzione è molto alta e anche l’interesse suscitato a Bricoday ne è la prova. Alcune insegne, che già da tempo spingono sul discorso green, ci hanno spronati a far conoscere questo prodotto, e abbiamo ottenuto anche la Certificazione OK Compost Industrial del TÜV. Per noi è motivo di grande orgoglio per il risultato raggiunto, ovvero una confezione molto simile alla plastica nella consistenza. Attualmente abbiamo convertito in compostabile il 70-75% dei nostri packaging, ovvero blister e sacchetti trasparenti.

 

Quindi l’obiettivo per il 2023 è che tutte le referenze presentino un packaging green?
L’obiettivo è di arrivare al 100% andando a convertire anche le scatoline di minuteria, attualmente in polietilene, in materiale compostabile, o comunque riciclabile ottenuto da materiali riciclati. E queste saranno anche le protagoniste di un futuro progetto di riutilizzo in chiave ludica, avendo le potenzialità per trasformarsi in elementi di costruzione per i bambini. Del resto, il fai da te è un hobby che spesso si va ad affiancare al mondo dei bambini e può avere per loro una funzione didattica.