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Sostenibilità nel retail brico: come la giudicano i clienti

Sostenibilità nel retail brico: come la giudicano i clienti

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Valutazioni e aspettative dell’utenza rispetto all’ecoattenzione nel diy: i dati dell’ultimo Osservatorio Non Food di GS1 Italy.

Quali sono gli aspetti di un negozio brico che, secondo il consumatore, evidenziano un impegno verso la sostenibilità? E quanto conta per la clientela l’impatto ambientale nella scelta dei prodotti di fai da te? A queste domande risponde un’indagine ad hoc sul sentiment dei consumatori rispetto alla sostenibilità, presentata all’interno dell’ultimo Osservatorio Non Food di GS1 Italy.

 

In primo luogo, è indice di ecoattenzione la quantità di articoli pubblicizzati in negozio per basso impatto ambientale (36,4% nel brico vs 33,7% nel totale non food). La possibilità, in store, di effettuare la raccolta di prodotti da smaltire è un altro elemento differenziante (35,3% vs 27,3%). Al terzo posto, si piazza l’utilizzo di materiali riciclabili nelle borse per acquisti e negli imballi (34,1%, ma la media non food è del 36,6%); mentre l’uso di materiali riciclabili come il legno negli arredi è il quarto fattore maggiormente preso in considerazione dai clienti (32,9% vs 25,9%).

 

L’aspetto che, in un prodotto brico, è percepito come più legato alla sostenibilità, è la sua modalità di smaltimento: in una scala da 1 a 10, questo tema totalizza 7,8 punti.

 

L’utilizzo di energia verde nel processo di produzione e vendita dell’articolo, nonché la possibilità di riciclarlo/riusarlo integralmente o nei suoi componenti, sono 2 ulteriori discriminanti importanti per l’utenza (entrambe si attestano a 7,6 punti).

 

L’efficienza energetica del prodotto, assieme alla naturalità delle materie prime utilizzate nel processo di produzione, totalizzano 7,5 punti. Il cliente ritiene importante anche l’indicazione del paese di produzione dell’articolo, l’eventuale certificazione di trattamento equo ed etico dei lavoratori che lo hanno realizzato, e un processo di produzione e distribuzione con ridotto consumo di risorse naturali e di emissioni: tutti e 3 gli elementi raggiungono 7,4 punti.

 

I clienti sono anche pronti a spendere di più per comprare un prodotto ecoattento. In tutti i comparti non alimentari analizzati dall’Osservatorio Non Food, circa 2 italiani su 3 si dichiarano disponibili a pagare di più per una referenza sostenibile, ritenendo accettabile un incremento di prezzo del 5%-10% su quello standard, percentuale che nel bricolage raggiunge addirittura picchi del 20% (è il tasso più elevato in assoluto).

 

OSSERVATORIO NON FOOD DI GS1 ITALY
Dal 2003 l’Osservatorio Non Food di GS1 Italy offre annualmente uno sguardo trasversale del mondo non alimentare, analizzando consumi, canali di vendita, tendenze, consumatore tipo, tra innovazioni tecnologiche e trasformazioni del mercato, di 13 comparti: abbigliamento e calzature, elettronica di consumo, mobili e arredamento, bricolage, articoli per lo sport, prodotti di profumeria, casalinghi, prodotti di automedicazione, edutainment, prodotti di ottica, tessile casa, cancelleria, giocattoli.
Nell’edizione 2023 dell’Osservatorio Non Food di GS1 Italy è stata realizzata una ricerca che ha coinvolto 1.001 consumatori per monitorare la loro percezione e l’importanza che attribuiscono al tema della sostenibilità: è stata condotta per GS1 Italy da Metrica Ricerche (gruppo TradeLab), con metodologia CAWI (Computer Assisted Web Interviewing), su un campione di cittadini di età compresa tra 18 e 80 anni durante la quarta settimana del mese di maggio 2023.