
La crisi della torba baltica minaccia la filiera dei substrati di coltivazione in vista della primavera 2026. AIPSA lancia l’allarme e chiede politiche europee strutturate per garantire la continuità produttiva.
Il settore dei substrati di coltivazione arriva alla primavera 2026 con più di un’incognita: raccolta di torba baltica sotto la media, tensioni sulle forniture, prezzi in salita. A fotografare la situazione è AIPSA, l’associazione di categoria dei produttori. Al centro del problema c’è la torba, la matrice organica su cui si regge la produzione di terricci e substrati professionali e hobbistici. Condizioni climatiche avverse hanno penalizzato la raccolta nelle regioni baltiche, da sempre cuore dell’approvvigionamento europeo, costringendo i produttori a rivolgersi a fonti alternative.
Lo scenario di medio periodo non è meno preoccupante. Le proiezioni internazionali stimano una crescita della domanda globale di substrati compresa tra il 240 e il 280% entro il 2050, mentre a livello europeo mancano ancora politiche strutturate per garantire la disponibilità delle materie prime. Catene di approvvigionamento sempre più fragili, dunque, in un comparto che è molto più strategico di quanto sembri: i substrati di coltivazione sono alla base della produzione orticola e ornamentale, con ricadute dirette sulla sicurezza alimentare, sulla qualità ambientale e sul benessere delle persone.
Sul fronte del mercato hobbistico – rivendite, garden center, grande distribuzione – i produttori assicurano che la selezione delle matrici avviene con attenzione, puntando a garantire prodotti equilibrati e funzionali anche in presenza di possibili variazioni nella composizione. Tuttavia, AIPSA raccomanda a rivenditori e operatori di assicurare corrette condizioni di stoccaggio e di fornire agli acquirenti informazioni chiare sull’uso dei substrati, dalla gestione dell’acqua alla concimazione.
La crisi, pur congiunturale, mette in luce una verità strutturale: la torba resta ancora insostituibile, e le alternative – per quanto necessarie nel lungo periodo – devono essere introdotte gradualmente, con validazione tecnica rigorosa e in quantità adeguate. Quello che il settore reclama, con forza, è un cambio di passo nelle politiche pubbliche: meno improvvisazione, più evidenze scientifiche, percorsi di transizione realistici che tengano insieme le esigenze del comparto professionale e di quello hobbistico, accomunati dalle stesse filiere e dalle stesse criticità.














