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USA, il mercato dell’home improvement rallenta

USA, il mercato dell’home improvement rallenta

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L’Home Improvement Research Institute (HIRI) riduce le prospettive di crescita 2025 dal 5% al 3,4%. Bene il settore professionale, in calo il consumer.

 

Il mercato statunitense del miglioramento della casa rallenta. Lo rivela l’ultimo rapporto pubblicato dall’Home Improvement Research Institute (HIRI), che segnala una revisione al ribasso delle stime di crescita per il 2025, a causa delle persistenti difficoltà macroeconomiche. Dopo aver raggiunto i 574,3 miliardi di dollari nel 2024, il settore dovrebbe ora crescere solo del 3,4% nel prossimo anno, in netto calo rispetto al +5% previsto lo scorso marzo.

 

Il nuovo outlook segnala anche un divario crescente tra il mercato consumer e quello professionale. Le vendite destinate ai consumatori, in dollari correnti, dovrebbero aumentare appena del 2,6%, contro il +4,9% inizialmente stimato. Al contrario, il comparto professionale resta più solido, con una crescita prevista del 4,9%, sostanzialmente in linea con le precedenti previsioni.

 

Nel rapporto, HIRI individua quattro macro-aree che stanno condizionando le dinamiche del mercato:
Aumento di costi e tariffe – Il ritorno dei dazi su materiali chiave come rame e legname (dal 10% al 25%), previsto per la fine del 2025, insieme alle tariffe sulle importazioni da Cina, Canada e Messico, rischia di far impennare i costi di costruzione. A ciò si aggiungono le carenze di manodopera nel settore.
Crisi immobiliare e “effetto bloccato” – I proprietari con mutui a basso tasso evitano di vendere e riacquistare a condizioni meno vantaggiose. Ne risente la vendita di case esistenti, attesa in lenta ripresa: da 4,07 milioni nel 2024 a 4,28 milioni nel 2025, fino a 4,78 milioni nel 2026. Stabili o in calo invece le nuove costruzioni.
Frenata della spesa e dei redditi – Sebbene la spesa dei consumatori sia cresciuta nel primo trimestre, i salari rallentano e l’inflazione incalza. Il reddito disponibile segna solo aumenti modesti e si prevede un’inflazione al 3,9% per il 2025, trainata dall’impatto delle tariffe.
Mercato del lavoro in raffreddamento – Le previsioni HIRI indicano un possibile indebolimento dell’occupazione, con i salari in stagnazione nella seconda metà del 2025 e la disoccupazione in aumento fino al 5% entro la fine del 2026.

 

Infine, HIRI segnala una probabilità del 35% che si concretizzi uno scenario negativo, con una possibile recessione tecnica di due trimestri consecutivi a partire dalla metà del 2025, aggravata da instabilità politica e tensioni commerciali. Nonostante l’attuale prudenza, gli esperti mantengono la fiducia nel potenziale di crescita di lungo termine del settore, spinto da una domanda strutturale ancora solida.