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Vernici e nuove normative UE, opportunità e incombenze

Vernici e nuove normative UE, opportunità e incombenze

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Dal Regolamento imballaggi al nuovo CLP, il settore vernicianti italiano affronta un’ondata di nuovi adempimenti normativi. Il bilancio di Assovernici.

 

Il comparto italiano dei prodotti vernicianti – 15.000 addetti, 3,5 miliardi di euro di fatturato e oltre un milione di tonnellate prodotte ogni anno – si trova davanti a una fase di forte pressione normativa europea. A tracciarne il bilancio è Paolo Bonamigo, Responsabile Tecnico Normativo di Assovernici, che individua diversi fronti aperti per le aziende del settore.

 

Il primo riguarda il Regolamento PPWR sugli imballaggi: tra dichiarazioni di conformità, richieste di informazioni ai fornitori e difficoltà nel dialogo con i produttori extra-UE, gli oneri burocratici si moltiplicano. A complicare il quadro è il packaging multimateriale, tipico del settore (come il metallo abbinato alla carta), per cui mancano filiere di riciclo consolidate come quelle del PET.

 

Altro nodo è la rendicontazione annuale delle emissioni di microplastiche, in scadenza il 31 maggio 2027: il CEPE, l’associazione europea dei produttori, sta lavorando a un metodo di calcolo standardizzato per facilitare gli operatori.

 

Sul piano penale, la revisione della Direttiva UE sui reati ambientali inasprisce sanzioni e responsabilità, estendendole anche alle fasi esternalizzate come trasporto e smaltimento rifiuti. Assovernici ha già in programma un webinar dedicato con un legale esperto in diritto ambientale.

 

Capitolo a parte per il CLP Omnibus: la clausola “Stop the Clock” ha spostato le scadenze principali a gennaio 2028, offrendo respiro ai prodotti già in commercio. Restano tuttavia criticità legate alla dimensione minima dei caratteri in etichetta e all’obbligo di riportare tutte le lingue dei mercati di destinazione, che rischia di imporre etichette multipagina più costose.

 

Bonamigo segnala inoltre il tema della concorrenza sleale da prodotti extra-UE venduti online, vista l’assenza di controlli ufficiali fino al 2028, e una frenata sull’adozione delle materie prime sostenibili e bio-based, penalizzate dalla centralità del fattore prezzo.

 

Di fronte a questo scenario, Assovernici invita le imprese ad affrontare gli adempimenti con visione strategica, trasformando l’analisi documentale in un’opportunità per costruire strategie di sostenibilità data-driven e differenzianti sul mercato.